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Testamento spirituale di don
Italo Calabrò
All'improvviso, nel mese di aprile 1990, il Signore mi ha chiaramente avvertito
che la mia giornata volgeva rapidamente al declino.
Lo ringrazio, dal profondo del mio cuore, perché, contro ogni mio merito, mi ha
donato tanta pace e piena disponibilità nell'accettare la sua volontà.
Intendo espressamente professare la fede secondo il Credo della Chiesa una,
santa, cattolica, apostolica.
Ringrazio il Signore di avermi creato, fatto cristiano, chiamato al sacerdozio,
donato una famiglia esemplare, di avermi chiamato a svolgere il ministero
pastorale in questa santa Chiesa reggina, in molteplici settori di apostolato,
soprattutto nelle opere di carità e di promozione sociale.
Chiedo perdono a Dio "ricco di misericordia" per tutte le colpe della mia vita;
domando parimenti perdono a tutti coloro che sia pure involontariamente avessi
offeso; credo nulla abbia da perdonare ad alcuno, perché tutti, sempre mi hanno
voluto bene.
Un pensiero, un saluto memore e grato ai miei fratelli, cognati, nipoti, parenti
tutti: uno per uno.
A S.E. l’Arcivescovo Sorrentino, che mi ha riservato fiducia e affetto, al
venerato mons. Ferro, padre amatissimo, ai Sacerdoti tutti, ai fedeli carissimi
della mia parrocchia di San Giovanni di Sambatello, ai fedeli e generosi
collaboratori della Curia, della Caritas prima, della Piccola Opera Papa
Giovanni, delle opere dell'Agape… un grazie vivissimo, la carità di una
preghiera.
Un particolare segno di riconoscenza sento di dovere esprimere ai sanitari, al
personale paramedico, che si sono prodigati per me con dedizione impareggiabile.
Alla Chiesa reggina che si è raccolta in corale manifestazione di preghiera
chiedo di assistermi sino alla fine perché io sappia e possa compiere la volontà
di Dio.
Ai fratelli dell'Agape domando di continuare a impegnarsi sempre, nel nome di
Cristo, per i fratelli più emarginati, in piena comunione ecclesiale con il
Vescovo, accogliendo anche le sollecitazioni che verranno anche da coloro che,
pur con diverse motivazioni culturali e ideologiche, possono con noi ritrovarsi
nel sostenere e promuovere i valori della libertà, della giustizia, della pace.
Amatevi tra voi, di un amore forte, di autentica condivisione di vita; amate
tutti coloro che incontrate sulla vostra strada, nessuno escluso, mai!
è questo il comandamento del Signore.
Offro a Dio la mia vita perché viviate tutti uniti nell’amore!
Maria SS. Madre della Consolazione, che ha vegliato sempre sul mio sacerdozio,
preghi per me.
Reggio Calabria, 9 giugno 1990
Sac. Italo Calabrò
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